Una mamma domanda: cosa ne pensi di Doman, Delacato?

fay3Maria: Nuni, cosa ne pensi del metodo Doman, Delacato? Molti genitori ne sono entusiasti, io sono perplessa…

Nuni: Nuni: Maria, a volte non è a causa del metodo ma del tipo di informazione o di marketing che gli ruota attorno. Io non riesco a pensare che vi siano metodi che vadano uno contro l’altro o che siano uno più efficace dell’altro. Questa divisione piace ed è funzionale agli interessi professionali di chi si fa portavoce di un metodo in modo esclusivo, dichiarando con grande presunzione: io ho la verità! (ora avvallata dagli studi con metodologie scientifiche, ora avvallata dalle evidenze di percorsi terapeutici alternativi). Invece noi genitori, come promotori dello sviluppo dei nostri figli dobbiamo collocarci fuori da ogni pregiudizio e considerare ogni strumento che abbiamo a disposizione (e che si rende necessario, spesso in sinergia) nel promuovere la ripresa dello sviluppo di nostro figlio. Promuoverlo con ordine, in modo organizzato e seguendo il naturale corso dello sviluppo umano all’interno del contesto familiare in cui vive la persona a cui ci stiamo dedicando. Carl Delacato, Glenn Doman (parliamo di loro, non dei centri che hanno aperto, ok?) storicamente, li ritengo alcune delle mie figure di riferimento, in quanto entrambi allievi del Neurologo e Neurochirurgo Temple Fay (all’epoca Dirigente del dipartimento di neurochirurgia alla Temple University Medical School e in seguito Presidente della Philadelphia Neurological Society).
Ritengo tuttavia che ciascun allievo del Prof. Temple Fay ha portato avanti, purtroppo in modo settoriale e parziale,  (ma nessuna scuola di pensiero è immune da questi meccanismi) gli insegnamenti del loro maestro, specializzandosi in un aspetto piuttosto che in un altro (la sensory integration di Ayres, gli schemi di mobilità di Doman, l’organizzazione neurologica di Delacato… ) e questa specializzazione, finalizzata a rendere “professionalmente spendibile” un sapere, ha purtroppo inficiato il cuore pulsante dello spirito del lavoro sugli stimoli per lo sviluppo neurologico che il Professor Fay ha cercato (invano, secondo me) di trasmettere ai suoi allievi attraverso una modalità forse poco commerciale ma certamente molto “neurorispettosa” . In merito, pubblico uno stralcio tradotto da uno degli articoli scientifici che Il Prof. Temple Fay ha pubblicato e che prediceva già quello che sarebbe stato in seguito, purtroppo, disatteso.

“The motivation in rehabilitation lies in the recognition of these primitive ego satisfactions and should be focalized as the motivating purpose of rehabilitation therapy, not the glamor of a future job, or acquisitive hoarding of an elusive dollar”  (Temple Fay)

Per intervenire a sostegno dello sviluppo fisiologico di un individuo (l’età può non essere un problema) è necessario avere una “mappa” esatta, quanto più esatta possibile dello stato del suo sviluppo neurologico, una “mappa vivente” e da li muoversi, poichè si riuscirà ad avere il “concerto” solo se c’e’ uno spartito e un direttore d’orchestra: i genitori. Doman, Delacato è in questo spartito, “solo” una nota. Ayres è “solo” una nota, Blythe è “solo” una nota, la fisioterapia è “solo” una nota, la Sensory Integration è “solo” una nota, il ripristino metabolico è “solo” una nota, la disintossicazione è “solo” una nota, l’educazione è “solo” una nota, le varie Terapy-qualcosa sono “solo” una nota  (e non è detto che nel concerto che stiamo eseguendo ci servano tutte le note e sempre nella stessa sequenza o con la medesima intensità) … Laddove un metodo, una terapia, una disciplina pretende di essere esaustiva, non servirà lo scopo per cui è chiamata in causa (lo scopo è l’autonomia serena dei nostri figli in piena salute e ben integrati nell’ambiente in cui vivono). Entrando nel particolare delle terapie di Doman o di Delacato,  riporto uno stralcio dello stesso articolo poichè questo “after” che Delacato e Doman hanno tralasciato, (ma in realtà è il grande assente delle terapie, tutte, e che invece Peter Blythe ha deciso di raccogliere per poter integrare dalle fondamenta quelle pratiche che già Fay aveva delineato) avrebbe consentito di riconoscere in modo definitivo la centralità del  ruolo genitoriale di “stimolatori fisiologici di sviluppo” attraverso la consapevole, fisiologica quotidianità,

“With this planetary glance at the primitive past we may now interpret with a fair degree of tolerance, the basis for certain “patterns of movement” which aid in rehabilitation of patients after higher cortical controls have been lost” (Temple Fay)

Doman, Delacato, ma in realtà necessariamente tutti coloro che offrono terapie e sostegno psico-comportamentale-educativo (anche un dentista non cura l’unghia incarnita, anche un gastroenterologo non cura la frattura di un osso, è fisiologico) hanno saltato un pezzo, o molti pezzi, non poteva essere diverso. Solo la famiglia contiene in se (o sa attrarre a se) tutti gli elementi fisiologici che consentono ad un figlio, anche difficoltato, un armonioso sviluppo: striscio carponi e schemi posturali e di movimento sono attività sviluppative complesse, alcuni bambini potrebbero non avere i prerequisiti, dal punto di vista dei riflessi o della integrazione sensoriale, per poterne beneficiare, altri si, alcuni bambini potrebbero non avere l’ambiente adatto, altri si, occorre sempre il famoso “spartito” ed eseguirlo nel suo ordine “vivente” e “fisiologico”, altrimenti si rischia di fare male. Questo vale per tutte le terapie ed interventi necessari, nessuna esclusa.

Maria: Come si fa a decidere quali metodi usare per il proprio figlio?

Nuni: quali e soprattutto quando… Qualcuno dovrebbe darti la mappa vivente dello sviluppo neurologico di tuo figlio e dovrebbe dirti dove si è fermato e come fare a riprendere, qualcuno dovrebbe spiegarti cosa è lo sviluppo e come fare, tu da mamma ad aiutarlo e a stimolarlo a riprendere. Qualcuno dovrebbe spiegarti quali sono le pratiche naturali che favoriscono lo sviluppo e quali lo ostacolano. Questa mappa vivente… sei tu: sensore vivo di tuo figlio in sviluppo, cosi come il tuo corpo lo è stato per tutti i suoi nove mesi intrauterini, adesso consapevole lo accompagnerai fino alla sua autonomia possibile, rispettando le leggi che la vita prevede per lo sviluppo. La vita, non gli uomini.  Lo sviluppo è naturale, ricordatelo. Lo sviluppo non si può imporre, si può solo non ostacolare e aiutarlo a sbocciare da solo, ricordatelo. Lo sviluppo intrauterino, primitivo, posturale e della dominanza emisferica si ferma, si può fermare o meno (è una accidentalità) laddove vi è una interferenza di leggi e pratiche corticali (le invenzioni umane, per intenderci, quando invadono i piani fisici dello sviluppo umano), ricordati anche questo quando ti muovi nel quotidiano con lui e decidi cosa farne delle tue domeniche. Il cervello funziona cosi.
Nuni Burgio, Agosto 2012

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