Il Dizionario dello Sviluppo

Questo documento si arricchirà man mano di contributi, voce per voce, in ordine alfabetico. Non ha alcuna forma di rigore scientifico, non è scritto in bella calligrafia, non ha una logica di scrittura, non possiede una buona storia narrativa, non ne ha nessuna nemmeno all’interno degli argomenti. Gli argomenti sono quelli che mi trovo davanti giorno per giorno su FB e non ho il tempo di controllarli o di metterli in bella copia. Forse qui… estrapolati suonano male, ma, nonostante tutte queste premesse io credo che saranno uno strumento di consapevolezza. Se volete partecipare alle conversazioni ci trovate su facebook qui: https://www.facebook.com/groups/109699332389124/

  • Terapie (fiori-terapia, tartarughe-terapie, bacetti-terapia, orango-terapia, cani-terapia):
    …è riduttivo: terapia è poco, è riduttivo… mercifica meraviglie, il termine terapia aggiunge un pagamento ad una persona che fa cose con qualcuno… è la mercificazione del nostro rapporto con la natura. Terapia è come pagare un rapporto sessuale… dovete saperlo valutarlo, capirlo… Va bene se ti spacchi la gamba… vai a terapia riabilitativa. Ma sant’iddio! cercatevi un amico che ha il cavallo, l’asino… che ha la peppa, il cane, le galline e andate a trovarlo spesso: cosi favorite le relazioni, gli create un intorno sociale, l’amico che vive in campagna è pure contento e vostro figlio sviluppa una relazionalità VERA con animali e persone… soprattutto stabile nel tempo non a pagamento. Le cose efficaci si fanno tutti i giorni… anche un delfino è difficile da trovare. I genitori dei figli autistici amano complicarsi la vita… Suonate al vicino di casa che ha il gattino. In mancanza di meglio vanno bene anche le formiche e anche la mamma a quattro zampe, se sono ancora piccoli…. vanno bene anche i pescetti in un acquario…. io sto imparando un mare di cose infinite e profonde, da una mia coppia di pesci da due euro l’uno…. la natura è generosa!!!!  E nessuna mamma deve avere l’impressione di fare poco se è povera e non ha soldi per pagare un estraneo che socializzi e dimostri affetto a pagamento, e giochi al posto suo con l’asino ed il figlio…..  in ogni città c’e’ una gattara alle prese con una cucciolata improvvisa o una gatta incinta… e ormai sono su Facebook… prendi contatto e porta tuo figlio ad assistere la parto e vedere cucciolini: svezzatevi, svegliatevi… date tanto a questi figli: la natura è generosa: ma dovete uscire dall’ottica di dover pagare briciole di vita vera: un bambino autistico è assetato di oceano… la goccia d’acqua non riesce a bagnargli nemmeno le labbra, povero figlio…
    “E’ proprio questo il punto… lo spartiacque. Io posso andare in una campagna, dove un uomo ha deciso di far fiorire la sua vita… vi offre la sua casa, vi offre i suoi animali e tutta la sua amorevolezza. Ha anche sviluppato un profondo rapporto con un animale: il cane, l’asino, il cavallo, i mici… o con gli alberi,con le asperità della terra, non importa cosa… importa l’amore. Vostro figlio , a lui serve quella energia naturale. Non è terapia… è molto di piu’: è vita vera nella natura. Non viviamo di aria e trovo giusto pagare un compenso equo alle spese: non si vive di aria. Io abbraccio tutto quel che si muove in questo senso. Se viene il benessere, il sorriso… lo star bene. Allora si.Cancellatela quella brutta parola “terapie” è piccola riduttiva ambigua abusata e squalificata.”
  • Mia figlia forse diventerà un’artista……
    sta semplicemente mappando il mondo intorno a se stessa… la sua propriocezione evidentemente ha raggiunto un tale livello, che è già debordata dalla sua dimensione fisica. Essendo un passo bellissimo, la propriocezione del mondo esterno al corpo, noi ci vediamo arte ma è: vita che si sta consapevolizzando, usando lo strumento “intelletto”. E’ molto piu’ bello che semplice “arte” tutto questo. Molto molto di più. Io ho sempre il terrore che un genitore possa guardare una bella espressione del figlio e vederci cose e condizionarlo inconsapevolmente e con amore Io a 13 anni circa ho scoperto il disegno, poi l’acquarello poi le tele. Ho fatto mostre e mi chiamavano pittrice, a 18 anni ero convinta che volevo fare l’accademia a brera. Dove stavo andando?? quella esperienza era li, fine a se stessa, non era la mia vita ma solo una fase manifesta del mio sviluppo – nell’autismo tutte le fasi sono manifeste – bastava farla sfogare e scemare con la sua naturalezza: io non sono una pittrice. Cosi come non sono una cuoca, o una ricamatrice, o una bricolage-trice… non sono nulla di cio’ che so fare benissimo, e io so fare tante cose. Non sono neppure una scrittrice… cosi mi trattengo. Difficilmente è possibile per un autistico individuarsi, ed è bello apparteniamo allo sviluppo, alla natura. Per questo dico sempre che, per quanto è possibile, forniamo ai nostri figli il sostegno a cio’ che debbono sviluppare, noi necessitiamo di molto.
  • Fratelli : …anche i figli neurotipici hanno le loro infinite difficoltà di crescita, le loro delicatezze, e un fratello autistico è ingombrante, in certi momenti. Lo dico con affetto e senza assolutamente che questo significhi mancanza di amore o non accettazione. Il problema, è possibile che non sia il fratello… ma gli altri: la falla sono gli amici. Lui vorrebbe forse non doversi occupare dello scoperchiamento della inconsapevolezza che demarca il grado evolutivo delle persone e, vuoi o non vuoi, un autistico questi veli li fa saltare giocoforza. Cosi, chiede all’unica persona evoluta che ha a disposizione: il fratello, gli chiede di scoperchiare meno…. Io credo che tu, simona, non hai certo insegnato la vergogna a tuo figlio… quindi deve trattarsi di altro, e, secondo la mia esperienza e un po anche a naso, si tratta di questo… Non andare contro tuo figlio neurotipico, il carico su di loro è grande… e ci sono momenti delicati ( e la socializzazione è uno di questi) che vanno tutelati e protetti. Comprendilo. Io ti dico che se lo si lascia sereno nei suoi momenti sociali, appena è forte, in modo spontaneo farà il meglio. Lui è fratello e non è genitore, anche lui è in una età in cui si sta sviluppando. Chiedi come controparte del lasciarlo tranquillo nelle situazioni sociali, più lotta/cuscinate/acchiappo/scappo in casa: tanta sana lotta sviluppativa… sensibilizzalo che il fratello comunque va aiutato nello sviluppo attraverso una interazione fisica (movimento, corse, sport, lotta solletichi) e che più cose pratiche gli insegna e fa con lui, più autonomo sarà domani, perché lo sviluppo del fratello OGGI è una semplificazione della loro vita assieme DOMANI questa è una fortissima vera indiscutibile amorevole motivazione. ” – “fra maschi è leggermente diverso, e la generazione oggi è anche lei diversa rispetto alla nostra, e anche il tipo di cultura, sono tante le variabili. Sui maschi la cosa è ancora piu’ delicata, lo sviluppo del maschio non è quello della femmina… sono logiche diverse e per molti aspetti un maschio è piu’ vulnerabile socialmente parlando. Noi donne siamo piu’ flessibili, loro vivono una legge sociale piu’ spietata: dentro o fuori. E da ragazzi è vita o morte… Gli uomini hanno il silenzio interiore per esprimere la loro sofferenza, non vogliono chiacchiere e le cose difficili le affrontano entrando nella loro caverna personale, noi siamo piu’ teatrali, piangiamo parliamo, ci riversiamo addosso tutte le parole del mondo. Serve sempre un mare di rispetto… Nu Burg 13.1.14
  • (continua…..)
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